La Sapienza delle donne?

Forum Sapienza - presentazione dei programmi dei candidati e area di discussione.

La Sapienza delle donne?

Messaggiodi mariaserena sapegno il sabato 20 settembre 2008, 15:46

Lettera aperta di alcune docenti ai candidati Rettori

L¿elezione di un nuovo Rettore mobilita tradizionalmente aspettative, richieste di cambiamento e bilanci. Vogliamo anche noi dire cosa si potrebbe fare per migliorare la situazione di un¿area di ricerca fondamentale nell¿organizzazione culturale europea, quella dei gender studies, e chiedere ai candidati di pronunciarsi sullo spazio e sull¿impegno che nei futuri programmi intendono riservare al potenziamento e allo sviluppo di quest¿area di ricerca. L¿area di ricerca al centro delle nostre preoccupazioni è sorta come conseguenza del radicale interrogarsi sui presupposti dei paradigmi del sapere e della conoscenza posti dal movimento delle donne a partire dagli anni Ottanta. Negli anni successivi la natura dei gender studies ha subito un¿evoluzione e si è allargata oltre i confini dei temi iniziali (differenza e cittadinanza femminile) includendo via via i nuovi temi emergenti a livello globale.
Come risultato, si è confermato il ruolo innovatore di questi studi, naturalmente interdisciplinari, che li pone al centro dei dibattiti attuali fornendo agli studenti una preparazione che li mette in grado di capire alcuni dei temi cruciali del dibattito contemporaneo.
Oramai il gender è uno dei parametri indiscussi sui quali si misurano i progetti di ricerca (come è ormai accaduto già sia per il 6th che per il 7th Framework Programme dell¿Unione Europea) e si valuta l¿efficienza delle istituzioni pubbliche e private in Europa e nel mondo: tutte le grandi istituzioni internazionali lo considerano metro irrinunciabile per valutare la modernità e la democrazia di un paese o di un¿organizzazione e sappiamo come il nostro paese sia scivolato in questi anni agli ultimi posti delle graduatorie, spesso in posizione ben inferiore a quella di paesi che non hanno la ricchezza e la cultura del nostro e anzi vengono considerati molto arretrati.
La Sapienza, attraverso la sedimentazione di esperienze didattiche e di ricerca fatte negli anni passati, e grazie ai momenti di confronto internazionale istituiti nel tempo, presenta una invidiabile miniera di competenze e di risorse scientifiche in questo campo, che si traduce in un panorama assai ampio di autorevolezza scientifica e di contatti a livello internazionale e a livello dei singoli o dei dipartimenti. Il ricco bilancio e le iniziative fatte in questi ultimi anni ad opera di Marisa Ferrari, delegata del Rettore alle pari opportunità, e del Comitato Pari Opportunità (istituito dal rettore Guarini) offrono in materia una prima documentazione e un ventaglio significativo di quanto andiamo dicendo. Molte sono naturalmente le iniziative che potrebbero arricchire il profilo della Sapienza nel panorama universitario a partire dalla assunzione come punto qualificante nei nuovi programmi rettorali di un passo ulteriore, creare cioè, al pari di quanto esiste in quasi tutte le maggiori università europee, un vero e proprio Centro di studi, dotato di una sua sede e di un bilancio essenziale al suo funzionamento. Il Centro potrebbe anche proporsi come "Centro di servizi" per coordinare le diverse ricerche e competenze presenti tra il corpo docente su tematiche di genere e per esempio progettare servizi da offrire alle donne su empowerment e salute.
In epoca di tagli, occorre essere realistici: quello che è necessario è un budget e uno spazio che garantiscano l¿esistenza del Centro. Una esperienza che valorizzi e metta in relazione tra loro le grandi ricchezze esistenti in modo frammentario nell¿ateneo e spiani in futuro la via ad ulteriori finanziamenti attraverso iniziative mirate. Così come avviene un po¿ dappertutto in Europa (Vienna, Parigi, Berlino, Madrid, Barcellona, Cambridge, Oxford, LSE¿.) e fuori (Harvard, Johns Hopkins, Berkeley, Stanford, UCLA, Univ. of Chicago, Yale¿..ma anche nel resto del mondo, Pechino, Sydney, Delhi, Tokio¿.). Nel panorama delle università europee ed extra-europee infatti questa area di ricerca può oggi vantare un mosaico di luoghi ed istituti attivi da tempo, che rappresentano a seconda delle esigenze luoghi di elaborazione e di ricerca, sede di summer school, scuole di eccellenza ecc. Abbiamo raccolto una vasta documentazione in proposito, un ampio numero di centri europei con cui poter stabilire un contatto per scambi di esperienza, e abbiamo anche presentato un progetto dettagliato delle linee sulle quali avviare il centro (¿La Sapienza delle donne¿).
Gli argomenti a favore della creazione di un centro simile anche alla Sapienza sono più d¿uno e ci limitiamo ad indicare i principali. La costituzione di un Centro interdisciplinare di ricerca d¿Ateneo può :
a) rendere possibile l¿emergere di una grande quantità di esperienze di ricerca e di didattica, individuali e di gruppo, già presenti nel nostro ateneo e valorizzarle attraverso l¿incontro e lo scambio
b) costituire l¿indispensabile presupposto per annodare e ufficializzare i fili di contatti internazionali già presenti a livello individuale
c) avviare accordi bilaterali sotto l¿egida europea e più in generale globale con altri centri esistenti per valorizzare programmi in comune e scambi tra docenti e studenti
d) creare un luogo di dibattito e di comunicazione, in sinergia con il dibattito pubblico che si svolge in altre sedi formative, contribuendo alla crescita civile degli studenti
Quello che chiediamo ai candidati è di pronunciarsi e poi al Rettore di prendersi l¿impegno a fare questo passo ulteriore e di dar vita, al pari di quanto esiste in quasi tutte le università europee, ad un vero e proprio Centro di studi mettendo a disposizione uno spazio e un budget. Da parte nostra l¿impegno è di fare del Centro un luogo simbolicamente significativo della ricerca e dei contatti della Sapienza con il mondo.
Alcune delle molte donne impegnate su questi temi nella Sapienza:
Renata Ago Facoltà di Lettere e Filosofia
Elisabetta Basile Facoltà di Economia
Adriana Bonifacino Facoltà di Medicina 1
Silvia Bordini Facoltà di Scienze Umanistiche
Caterina Botti Facoltà di Filosofia
Luciana Cassanelli Facoltà di Scienze Umanistiche
Marcella Corsi Facoltà di Scienze Statistiche
Marina d¿Amelia Facoltà di Lettere e Filosofia
Marisa Ferrari Facoltà di Scienze Statistiche
Donata Francescato Facoltà di Psicologia 1
Elena Gagliasso Facoltà di Filosofia
Maria Rosaria Giovagnoli Facoltà di Medicina 2
Fabrizia Giuliani Facoltà di Scienze Umanistiche
Silvia Macchi Facoltà di Ingegneria
Claudia Mancina Facoltà di Filosofia
Cristina Marcuzzo Facoltà di Scienze Statistiche
Lia Migale Facoltà di Sociologia
Simonetta Piccone Stella Facoltà di Sociologia
Gabriella Pinnarò Facoltà di Scienze della comunicazione
Gabriella Salinetti Facoltà di Scienze Statistiche
Maria Serena Sapegno Facoltà di Scienze Umanistiche
Gilda Sensales Facoltà di Psicologia 2
Teresa Serra Facoltà di Scienze Politiche
Anna Maria Simonazzi Facoltà di Economia
Carla Subrizi Facoltà di Scienze Umanistiche
Katia Tenenbaum Facoltà di Filosofia
Maria Chiara Turci Facoltà di Economia
Assunta Viteritti Facoltà di Sociologia
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Re: La Sapienza delle donne?

Messaggiodi fabrizio vestroni il lunedì 22 settembre 2008, 14:40

La Sapienza delle donne

Care Colleghe,

sono profondamente convinto, e non da ora, dell¿importanza dell¿area di ricerca dei gender studies, sia dal punto di vista dell¿innovazione dei saperi sia da quello delle possibilità ermeneutiche che offre allo sviluppo delle conoscenze tanto scientifiche quanto umanistiche. Sono anche al corrente dell¿esistenza nel nostro Ateneo di numerosi nuclei di docenti sparsi in tutte le Facoltà che praticano studi di genere e che hanno attivato contatti internazionali: di alcuni di essi ho conoscenza diretta, come il caso della collega Macchi di Ingegneria che ha recentemente organizzato un convegno sul tema nella nostra Aula del Chiostro. Infine mi è ben presente la rilevanza del parametro di genere per la valutazione, nazionale e soprattutto internazionale, dei progetti di ricerca e per la erogazione delle risorse.

Giudico quindi molto positivamente la vostra proposta di un Centro di Ricerca della Sapienza imperniato sul genere e mi adopererò affinché esso possa essere attivato, sostenendolo nel non facile problema del reperimento di spazio e fondi.

Occorrerà in ogni modo non solo valorizzare le competenze scientifiche delle donne ma spingere verso una maggiore loro rappresentatività negli organismi gestionali dell¿Ateneo.

Naturalmente, se sarò eletto, sarò lieto di incontrare in tempi brevi tutte le docenti interessate.


Fabrizio Vestroni
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Re: La Sapienza delle donne?

Messaggiodi alberto zuliani il lunedì 22 settembre 2008, 15:11

Gentile colleghe,

come non condividere le vostre argomentazioni, in via generale raccogliendo alcuni degli spunti della vostra lettera aperta; in secondo luogo e specificamente, riguardo all¿importanza di creare un centro interdisciplinare sugli studi di genere.
Quanto al primo aspetto, sono convinto della potenzialità innovativa dei gender studies, testimoniata dalle importanti iniziative avviate in altri paesi; ritengo che le opportunità offerte dal Framework programme dell¿Unione europea debbano essere colte e so, per vicinanza di interessi, delle numerose e notevoli competenze che la nostra Università può mettere in campo; anzi, ha già messo in campo, seppure localmente, facendo così intravedere l¿ampio spazio di valorizzazione e di crescita. Nella mia passata attività di presidente dell¿Istat ho promosso molti approfondimenti nella direzione degli studi di genere, nella consapevolezza che gli indicatori che ne derivano sono uno dei metri fondamentali per valutare un paese per i profili di democrazia e di avanzamento sociale ed economico. Il mio interesse non è quindi di oggi.
Quanto al secondo aspetto, una decina di giorni fa, in occasione della presentazione dei programmi dei candidati presso la Facoltà di architettura ¿Ludovico Quaroni¿, in risposta ad una domanda generale posta da una collega, ho affermato che non trovavo ammissibile che alla Sapienza non ci fosse un centro dedicato agli studi di genere e che, se eletto rettore, era mia intenzione promuoverlo e valorizzarlo. Non posso che confermare il mio impegno.
Vorrei approfondire molto di più i contenuti della vostra lettera aperta, ma ci sarà tempo in futuro. Fin d¿ora e comunque, c¿è la mia piena disponibilità a contribuire all¿attività del centro, quando come mi auguro, chiunque venga eletto rettore, sarà istituito.
Vi ringrazio dell¿attenzione e vi saluto cordialmente,

Alberto Zuliani
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Re: La Sapienza delle donne?

Messaggiodi alberto zuliani il lunedì 22 settembre 2008, 15:17

Gentile colleghe,

come non condividere le vostre argomentazioni, in via generale raccogliendo alcuni degli spunti della vostra lettera aperta; in secondo luogo e specificamente, riguardo all¿importanza di creare un centro interdisciplinare sugli studi di genere.
Quanto al primo aspetto, sono convinto della potenzialità innovativa dei gender studies, testimoniata dalle importanti iniziative avviate in altri paesi; ritengo che le opportunità offerte dal Framework programme dell¿Unione europea debbano essere colte e so, per vicinanza di interessi, delle numerose e notevoli competenze che la nostra Università può mettere in campo; anzi, ha già messo in campo, seppure localmente, facendo così intravedere l¿ampio spazio di valorizzazione e di crescita. Nella mia passata attività di presidente dell¿Istat ho promosso molti approfondimenti nella direzione degli studi di genere, nella consapevolezza che gli indicatori che ne derivano sono uno dei metri fondamentali per valutare un paese per i profili di democrazia e di avanzamento sociale ed economico. Il mio interesse non è quindi di oggi.
Quanto al secondo aspetto, una decina di giorni fa, in occasione della presentazione dei programmi dei candidati presso la Facoltà di architettura ¿Ludovico Quaroni¿, in risposta ad una domanda generale posta da una collega, ho affermato che non trovavo ammissibile che alla Sapienza non ci fosse un centro dedicato agli studi di genere e che, se eletto rettore, era mia intenzione promuoverlo e valorizzarlo. Non posso che confermare il mio impegno.
Vorrei approfondire molto di più i contenuti della vostra lettera aperta, ma ci sarà tempo in futuro. Fin d¿ora e comunque, c¿è la mia piena disponibilità a contribuire all¿attività del centro, quando come mi auguro, chiunque venga eletto rettore, sarà istituito.
Vi ringrazio dell¿attenzione e vi saluto cordialmente,

Alberto Zuliani
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