Agli studenti con diritto di voto per l¿elezione del nuovo Rettore
Cosa si prova a essere diventati da un giorno all¿altro oggetto del desiderio? A essere portatori di un pacchetto di voti che vale più di tutto il personale TAB? E, per questo, a essere inseguiti e blanditi?
Mi farebbe comodo che i vostri voti confluissero sul mio nome, ma come faccio a convincervi? Inseguendovi e blandendovi? O, peggio, promettendo il paese dei balocchi o provando a vendervi pelli di orsi ancora vivi e vegeti? Mi spiace, non è nel mio stile. Posso solo raccontarvi ciò che, nel trascorso degli anni della mia vita accademica, dimostra come abbia considerato la questione studentesca.
Ho cominciato insegnando Fisica, primo scoglio didattico che fa passare dall¿analisi alla sintesi, dall¿osservazione all¿ideazione. Non fu una passeggiata perché la transizione è difficile, ma l¿inquadramento storico-filosofico, un manuale di istruzioni per la soluzione di problemi di meccanica e uno per la termodinamica, riuscirono a traghettare anche i più disinteressati.
Essendo laureato in Ingegneria Elettronica, tornai nel 1976 a insegnare Elettronica. La situazione si presentò subito critica: per una serie di coincidenze, storie personali e culture diverse, questo insegnamento stava patendo una sclerosi e una staticità inaccettabili in tempi di sviluppo dei primi chip ad alta densità . E¿ stata dura, non c¿erano testi in italiano che potessero aiutare, ho dovuto scrivere migliaia di pagine di dispense, continuamente da aggiornare. Ora i miei corsi (perché ne tengo tre e una parte di un quarto) sono sostenuti da una collana (sei testi) di Elettronica Applicata da me curata che affronta i problemi del progetto di componenti moderni (dai chip alle fibre ai CCD), dei sistemi di TLC, di controllo, di misura e identificazione, del processamento dell¿informazione in genere. Magari tutto ciò non vi dirà molto, ma vi assicuro che è tutta roba al passo coi tempi di oggi e continuamente aggiornata.
Né vi nascondo che i miei corsi sono corposi e duri, ma sono corsi di Elettronica rivolti a gente che vuole laurearsi in Ingegneria Elettronica: cosa posso fare di diverso?
Mi rendo conto di stare vendendo la mia mercanzia: se volete ottenere un parere meno di parte, potete dare Piero Marietti a Google e vi apparirà , tra l¿altro, un link a un blog spontaneo, creato e alimentato da studenti, che parla di me e dei miei corsi.
A completamento di questo rapido escursus, vi confesso che sono stato uno dei più accaniti avversari di questa peste del 3 + 2. Non perché non fosse necessario un titolo intermedio, ma perché non tutti gli intermedi possono valere 3 se prima c¿erano le lauree di 4, di 5 e di 6 anni. Per ragioni simmetriche, ho sempre guardato con sospetto le proposte di Scuole Superiori e simili: mi sembrano cavalli di Troia per abbandonare la qualificazione degli studi per tutti e puntare alla creazione di un élite pagante.
Negli ultimi 4 anni ho ricoperto la carica di pro-Rettore per le Attività Sociali e Sportive. Ho inventato e realizzato, con la collaborazione del Centro Teatro Ateneo, l¿Estate Romana alla Sapienza, facendo diventare la Città Universitaria una Piazza di Roma, offrendo spettacoli di tutti i tipi, spesso di alto livello, lezioni divulgative, visite ai nostri Musei. Ho portato il Teatro (Brecht, Dürenmatt, Sartre, Beckett, Shakespeare e di autori studenti) in Aula Magna e nelle aule di lezione a Ingegneria, a Fisica, a Giurisprudenza, a Medicina dove hanno recitato studenti di tutte le Facoltà . Ho contribuito alla creazione del programma MUSA (Musica Sapienza) che ha allestito un¿orchestra classica, una jazz, due cori e una compagnia di danza contemporanea formati da studenti. Ho organizzato con la Facoltà di Economia una serata per l¿Africa, ho dato ospitalità al Punto Macrobiotico, alla Comunità Europea per uno spettacolo di cultura Rom e Sinti sulla scalinata del Rettorato.
Ho impresso nuovo impulso alle attività sportive organizzando tornei di tanti sport, una maratonina per l¿anniversario del bombardamento di S. Lorenzo, ho aiutato la realizzazione di un tirocinio di convivenza su una barca in navigazione nel Tirreno. Ho curato le attività del CUS Roma, inserendole nell¿ordine degli studi, distribuendo decine di migliaia di depliants illustrativi e, soprattutto, procedendo ad una profonda opera di manutenzione e ammodernamento degli impianti sportivi del Circolo di Tor di Quinto che, esclusa la copertura della piscina, ha richiesto l¿impiego di più di un milione di €, soldi (anche vostri) stanziati in bilancio da tempo e non utilizzati.
Facendo parte del Governo della Sapienza, mi sono battuto affinché si informatizzassero in tempi rapidi le carriere degli studenti. Ho sempre sostenuto che si dovesse richiamare tutti al rispetto della severità degli studi, ma anche delle regole e dei tempi stabiliti per lezioni ed esami che soli garantiscono il sereno svolgersi delle attività didattiche.
Un ultimo argomento mi preme toccare: spesso rimproverate ai docenti di impegnarsi in dibattiti che sembrano tutti interni a loro e ai loro interessi. Non sempre questo vostro giudizio è corretto e valga per tutti (e per non farla troppo lunga) il seguente esempio, tratto dal recente DL 112 convertito recentemente in Legge. Molto si è discusso perché nei suoi articoli si permette la conversione delle Università in Fondazioni, cioè conversione del soggetto pubblico in privato. Non ci si rallegri di ciò in nome di un¿avversione preconcetta per la mano pubblica. Il soggetto pubblico ha precise limitazioni in fatto di contributo degli studenti al bilancio: in poche parole, le tasse non possono passare certi limiti rapportati al finanziamento statale. Tali limiti non esistono più se il soggetto diventa di Diritto Privato. In questo caso il dibattito interessava direttamente voi, almeno per questa parte.
Basta, ho detto quello che mi premeva comunicare. Il resto sta nei documenti che ho prodotto e che sono agli indirizzi riportati in calce e nel Forum: resto naturalmente a disposizione per ogni colloquio, riunione, assemblea, pizza e bicchierata (eviterei cimenti agonistici, causa menisco sifolino) che si voglia organizzare.
Se avrete la pazienza di esaminarmi forse mi guadagnerò qualche voto da voi, spero di riceverne molti, anzi mi piacerebbe fossero tutti. In caso contrario, ci siamo conosciuti un po¿ meglio e questo non fa mai male.
Buon Rettore a tutti.
Piero Marietti
Roma, 25 agosto 2008
Il mio curriculum e i vari documenti prodotti sono disponibili sul sito:
http://www.die.uniroma1.it/personale/marietti/2008
Chi volesse contattarmi per discutere le mie posizioni, organizzare una riunione, pormi delle domande è pregato di utilizzare i seguenti canali di comunicazione:
marietti@mail.die.uniroma1.it
piero.marietti@uniroma1.it
tel. 06.44585851 ¿ int. 25851
